domenica 21 luglio 2013

istantanee: nel metrò giallo

Conosco il gioco che sta mandando in trip due bambini sul metrò. Istruzioni per due giocatori:
- il palmo destro del primo giocatore sbatte contro il palmo sinistro del secondo giocatore;
- il palmo sinistro del primo giocatore sbatte contro il palmo destro del secondo giocatore;
- entrambi i palmi sinistro e destro del primo giocatore sbattono all'unisono i palmi sinistro e destro del secondo giocatore. Quest'ultimo movimento si fà una volta al primo giro, due volte al secondo giro, tre volte al terzo giro, quattro volte al quarto giro, cinque volte al quinto giro e così via finchè non si sbaglia. Ovvero finchè mani, occhi e cervello dei giocatori restano sincronizzati, concentrati a tenere tempo e ritmo. Ma se perdono l'uno o l'altro, tempo o ritmo, o entrambi, tempo e ritmo, le mani si confondono, il cervello flippa, gli occhi s'incrociano ed inesorabilmente si sbaglia. E ai giocatori non resta che ricominciare rigorosamente da uno.

I due bambini sul metrò sono super concentrati. Lei è vestita di giallo. Lui di blu. Sono piccoli e superati i primi quattro giri cominciano a flippare. Quindi sbagliano. Dunque ricominciano. La bambina vestita di giallo è chiaramente più ferrata in matematica dato che sà contare almeno fino a dieci. Il bambino vestito di blu invece arranca e dopo il quattro va a caso. Non vuole essere da meno della sorella, ne imita il ritmo e sbatte i palmi cercando di intuire quando si deve fermare. Senza fortuna. I suoi palmi arrivano infatti sistematicamente in ritardo e si schiantano contro il naso della bambina. Lei prende d'un tratto in mano la situazione. Comincia a gestire il gioco e contando ad alta voce sbatte instancabilmente i suoi palmi contro quelli del fratello che si arrende, sorridente, mani in alto e palmi fermi in balia della furia gialla che urla e fatica, fatica e urla. Costi e benefici della conoscenza e dell'ignoranza. La fermata come al solito arriva puntuale, a Milano più che mai. La madre li chiama e loro smettono di giocare ai grandi. Per fortuna..