ogni giorno è uguale...
tram, nebbia, sirena, lavoro, puzza d'acidi, tram, nebbia, sirena, lavoro, puzza d'acidi, (ripeti un'altra volta - inizi a leggere lento e poi sempre più in fretta e sempre più ad alta voce...)
"Meglio questo che altro e altro è peggio, molto peggio" dice un uomo anziano che incontro sempre sur tranvetto che da casa mia, al Tiburtino, me porta a largo preneste dove lavoro. E' troppo presto, c'ho troppo sonno per ribatte a st'omo che puntualmente me ripete le stesse parole come l'orologio a pendolo de mi nonna. Pare che m'aspetta pe' sona' i rintocchi delle 5!
E poi c'è l'odore dell'acidi della viscosa, l'animaccia loro, che me porto dietro, fino nel letto. Eh si che
mi lavo oh... ma niente. La Viscosa mi dà il pane, grazie al Cielo, ma mi toglie pure la vita.La fabbrica, pare un paese, c'è pure lo spaccio,certo quello che trovi è poco ma è mejo che un calcio 'n culo ...cioè mejo de gnente.., insomma la fabbrica sembra un paese ma soprattutto l'infermeria che è sempre piena, principalmente de donne...Ma io non ce so mai annato all'infermeria, so de bona costituzione, me l'hanno sempre detto.. però st'odoraccio appiccicoso...te fa riconosce prima che arivi dove devi ariva'... "lavori alla viscosa eh!.. se sente..".. l'animaccia loro.. A largo preneste scenno la mattina presto per entrare in fabbrica, alla viscosa, insieme a na fiumana che non finisce più. Lo dovete vede largo preneste pieno come quanno se riempiva na piazza per via dei raduni, si quelli che ce facevano fa quanno c'era Lui che parlava.. Certo che "vede'" è 'n parolone: la mattina c'è 'na nebbia che sembra de sta' al Nord. Cioè così dicono, io mica ce so mai annato al nord. Li al nord, dicono, ce sta na nebbia che non vedi ad un palmo dal naso. proprio come qui la mattina presto, quanno scendi dal travetto a largo preneste. In mezzo a tutta sta fiumana de gente, come la metti come la giri ahò io incontro sempre le stesse persone non ce se crede. ma io so contento.. alla fine riesco a scambia' du' parole che poi so sempre le stesse eh, come quelle der vecchio der tranvetto: "'mmazza che umidità stamane.." faccio io "e' la marana qui dietro" fanno eco i compagni vicini. " 'Mmazza che nebbia..." fa uno vicino a me " è la maranaaaa" famo noi pe canzonallo "ma è pure er fumo della fabbrica".. lo sapemo tutti..
Sono un ingranaggio, mi sento un ingranaggio del sistema, che lavora a ciclo continuo.. quei pochi secondi che c'ho pe pensa me fanno sta male, è per questo che forse per sdrammatizzare ci diciamo sempre le stesse parole..ogni giorno è uguale volente o nolente, perchè è così o perchè vogliamo che sia così, basterebbe dicce altre parole, oltre alla nebbia e all'umidità, perchè de rabbia ne accumulamo tanta, e poi scoppiamo o col vicino in reparto o co le "maestre..."... punizioni su punizioni e stipendi decurtati. Qualche anziano del posto ce prova a raccontacce che all'apertura della fabbrica, quando i padroni volevano imporre il cottimo... gli operai e le operaie je l'hanno messa in quel posto... io non ce capisco tanto, non so 'nrivoluzionario, ma de rabbia.. quanta ne voi... e poi semo tanti... ce incontramo tutti i giorni... L'altro giorno un mio amico veneto, Franco, ha cominciato a strilla' "qua vacca de tu sorea.... Questa vita è un inferno. Gli orari, la paga, le condizioni di lavoro...abbiamo il diritto a una vita migliore, lo dobbiamo a noi stessi, ai nosti figli, e ai..."
C'ha ragione Franco Ma io non la so fa sta cosa rivoluzzionaria... e lui m'ha insultato "caprun....che cosa rivoluzzionaria, qua è la vita nostra! je la facciamo vede noi a sti padroni!!"..
Ma io me devo sbriga'.. manca poco che parte la sirena dell'inizio della giornata e il capo reparto è 'n fio de su madre.. ahò se segna tutti i ritardi che faccio, sia all'ingresso e pure quelli della produzione mia. E io lavoro sodo eh, non me fermo 'n attimo. Perchè so' io di mio un tipo responsabile e perchè semo sempre controllati. Hai da vede quanto so' severi questi qui che chiamamo controllori che poi so come me, mica so' capi. Basta che sgarri, te distrai n'attimo e.... zac! sei fregato e vieni ripreso...
è così che passo tutto il giorno, a fa' il lavoro mio. Senza distrarmi, poche parole ma nemmeno ce n'ho troppe da di'.. So' come isolato, io e il lavoro, il lavoro e io. E st'odore de acidi che te s'appiccica tutto addosso e te lo porti pure nel letto. L'animaccia loro... quanno la sirena suona la fine della giornata esco ch'è già buio. Puzzo come la fabbrica, puzzo de fabbrica, salgo sur tranvetto
che so rintronato peggio de quanno so entrato.. me devo lavà...c'ho sonno..
E ogni giorno è uguale...
c'ha raggione Franco....
[Ho scritto questo pezzo, insieme ad Alessandra, tanto tempo fa per il CSOA EX-SNIA Viscosa. Tanto tempo prima ancora ho salutato questo centro sociale romano per venire a Milano, lasciando amiche ed amici cari che faranno sempre parte di me]
lunedì 27 novembre 2017
domenica 5 novembre 2017
il bruco e la simbiosi
Pioggia. Freddo. Non è per questo che dalla scarola, che avevo messo a bagno, è uscito un piccolo bruco. Uno di quelli verdi, un po' peloso, che lentamente si muove a volte alzandosi dritto aggrappato con la forse delle zampe posteriori. Il piccoletto si nutriva della pianta nella quale trovava ristoro e conforto finchè io non decido di cucinarla. Lui, che mal sopportava di essere stato messo a mollo nell'acqua con l'aggravante del bicarbonato, è a un bivio. Che fuori piova dunque non ha proprio nulla a che vedere con la decisione che ha preso il piccolo bruco ma fuori piove e fa freddo e lui si è dimostrato tanto forte da decidere di non affondare nel mare della simbiosi con la sua nave che non solo lo trasportava ma che lo alimentava e ne sosteneva l'esistenza. La sua forza di sopravvivenza l'ha portato a rompere questo schema, lui è sopravvissuto mentre la scarola è finita a bollire nell'acqua pronta per essere condita con mirtilli rossi, alici sott'olio e capperi per finire in una torta salata. Fuori piove, fa freddo ed io resto a casa. Questo è un fatto. Così come lo è che io sia grato alla Vita generosa che mi riscalda e mi dona immagini preziose.
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