lunedì 13 maggio 2013

istantanee: lo straniero

..ci vuole poco perchè l'imbarazzo iniziale sparisca. Una donna con le sopracciglia segnate da cicatrici rituali, credo, mi immagino sia così, mi si avvicina e mi offre del tè alla fine di un pasto luculliano. Lei viene dopo altre che si sono preoccupate di rendere il mio stare tra loro piacevole e caloroso. Quelle donne vestite tutte di bianco, di verde e di rosso che mi avevano conquistato e guidato col loro canto sentito per caso da lontano perchè io mi ero ufficialmente perso dentro il parco Paolo Pini. Appena arrivato davanti al civico 45 chiedo informazioni ad un gruppo di uomini che mi dicono di essere diretti al campo di calcio per una partita. Naturalmente mi aggrego. Facciamo due chiacchiere, mangio un gelato mentre loro si preparano alla partita. Poi mi allontano e girovago per il parco quando appunto perdo l'orientamento. Giro e rigiro quando le sento in lontananza e piano piano mi avvicino. Ed eccole ballare girando in tondo muovendosi all'unisono e cantando una litania dolce rotta ogni tanto da quel suono che fanno con la lingua. Suono che non si può davvero scrivere! 
"Ma che si festeggia oggi?" chiedo a un uomo che avevo avvicinato.
"Ma.. oggi si festeggia Gesu' " mi dice "festeggiamo tre settimane la prima quando muore la seconda quando rinasce e questa la terza ma non so bene. Io in verità sono qui per loro" e punta il dito e lo sguardo ai figli che, appesi al maniglione antipanico della porta, regolavano il traffico in entrata e in uscita dal patio. Due enormi occhi mi fanno strada e mi consentono di uscire. Mi tuffo in un mare di odori e di colori. "Vuoi mangiare la lasagna?" mi chiede una donna vestita di bianco e di rosso. "No veramente vorrei per favore quello li" ed indico il pane sul piatto. Una specie di piadina. "Ah vuoi lo zighini!" (zighini scritto come pronunciato, anzi nella pronuncia forse ci sono meno "i"). "Si si voglio proprio quello!" faccio io con una certa padronanza di me ma vengo subito preso in castagna. "Sai cos'è?" mi chiedono ed io ammetto a bassa voce "no...". La donna mi guarda come per dire "ma questo da dove è spuntato.." e insiste "ma è piccante! sei sicuro che non vuoi la lasagna?", "no grazie" rispondo io testardo "vorrei proprio lo zigrinì per favore". Camuffo l'errore di pronuncia con un sorriso. Mi prendono la sedia, mi portano il cibo, mi offrono acqua, cocacola, mistrà, arance, piselli e caffè. Mi trattano da re sebbene non fossi che uno straniero e fossi per giunta tutto sdrucito. D'altra parte venivo da una 24 ore in quel di Magenta a spillare birre ad festa popolare locale. Le saluto e non riesco credo a dire loro veramente il grazie che vorrei per avermi riservato questa familiare accoglienza. Sulla strada per il ritorno, un bambino con la maglietta dell'uomo ragno scappa dalla madre e dalla nonna allontanandosi sparandogli, anzi immaginando di sparargli contro le sue ragnatele appiccicose. Chissà se alla fine è riuscito a seminarle...

domenica 12 maggio 2013

"prender trecce per tracce"



A prender trecce per tracce il mondo sarebbe più bello.

Il cacciatore troverebbe moglie invece di un uccello
e cambierebbe mestiere.

La guardia si innamorerebbe del ladro e non ci sarebbero più sirene.

E a scuola si verrebbe con meno sudore perché invece di scriver temi
si cercherebbe l'amore.

Non s'arrabbino maestri e professori se il mondo è più bello quando è
pieno di errori.




[Nota. Questa semplice filastrocca nasce da un piccolo errore grammaticale di Sabrina, amica, collega e compagna della scuola popolare Pigneto-Prenestino c/o CSOA EX-SNIA Viscosa di Roma. Errore che ha scatenato la mia fantasia.]