"Levatevi come leoni dopo il riposo in numero invincibile! Scrollatevi di dosso le catene come la rugiada caduta su di voi durante il sonno. Siete molti, e loro sono pochi!" (Percy Bysshe Shelley)
23 ottobre 2011. cosa ex snia, via prenestina 173. "Scrivi!" mi dice Alessandra, "racconta quello che hai visto e sentito". Questo non lo dice ma gli occhi parlano chiaro. L'assemblea sta per finire ed io devo andare. Ho altre faccende da sbrigare ma sono calamitato dalle parole della gente che vi partecipa e non mi stacco. L'assemblea di oggi è necessaria per fare chiarezza su un punto. Il punto più importante perchè ne va della reputazione e della sopravvivenza del centro sociale e degli spazi autogestiti di via prenestina. La giornata è iniziata con decine di mani a lavoro nell'orto del centro sociale al quale il quartiere ha contribuito con energia e collaborazione. L'orto è un campo fertile sopraelevato di frutta e verdura sospeso cioè sul terreno mezzo inquinato e accolto dentro vecchie cassette di legno riciclate che oggi godono di una nuova primavera. "Se avessimo fatto un forum sull'agricoltura sostenibile saremmo stati in 5 a parlarne! invece oggi eravamo 80 a fare!" si dice in assemblea. Ed io scrivo. Abbiamo pranzato insieme e non c'è mai stata nemmeno l'ombra degli spettri (spacciatori, siringhe e tossicodipendenti) descritti nel verbale del giorno 26 settembre 2011 della commissione consiliare VII e VI congiunte del municipio roma 6 del comune di roma. Il sole riscaldava la piazzetta all'aperto ed insieme, adulti e bambini, cittadini del quartiere pigneto-prenestino e non, ce lo godevamo. Ed io scrivo. Il gruppo della scuola popolare di italiano presenta la scuola al contrario: Youssouf, Saidou, Antonia, Sezgi, Selam raccontano agli italiani la loro cultura e gli insegnano le basi delle presentazioni nella loro lingua. "Ciao", "come ti chiami?", "come stai?" ed è un fiume in piena di parole scritte e dette che si perde nella mia testa dove rimangono aggrappati solo bambarà e bengalese ma perchè sono due anni che cerco di impararli. Vedo che ci sono studenti italiani organizzati con carta e penna. All'inizio della scuola al contrario avevamo accennato di portare in aula carta penna e calamaio. ma facevamo dell'ironia spicciola. Siamo stati però presi in parola. Italiani brava gente ma anche bravi studenti. Naturalmente l'aula era acchittata nella piazzetta all'aperto, "accanto alla zona pranzo" dice Roberta: come perdersi gli utlimi scampoli di sole?! Ed anche qui nemmeno l'ombra di tipi loschi e si che ce ne sarebbero stati di individui da perquisire secondo le regole sommarie ed arbitrarie adottate dalle guardie che hanno fatto irruzione nella snia l'altra sera. Ed io scrivo per raccontare e ribadire che non vogliamo la merda dei diffamatori addosso. Scrivo che la rispediamo al mittente. In assemblea è un susseguirsi di proposte, analisi del verbale, storie personali e rabbia generalizzata contro un "nemico" che si nasconde e mente sapendo di mentire per tutelare gli interessi dei grandi privati che lo muovono come un burattino. E delle proprie tasche naturalmente. Perchè da loro dipende il suo denaro e per tutelarsi protegge gli interessi dei suoi "papponi" e per proteggerli invade uno spazio goduto dai cittadini del quartiere. Coloro cioè che secondo il verbale si allontanerebbero a causa di spaccio e tossicodipendenti. Coloro che invece anzi normalmente riempiono il centro sociale durante iniziative, feste ed eventi come ieri oppure come nel caso di "Logos" una festa che il municipio non sarebbe mai riuscito ad organizzare, anzi non avrebbe voluto dal momento che "non aveva il denaro per farlo" dice Marco. No money (o martini?), no party! Mr Clooney ci ricorda, pedina anche lui del nuovo gioco initernazionale: il nuovo ordine mondiale. Qual'è? Il denaro, il soldo che paga e rende schiavi e per il quale si venderebbe anche l'anima purchè sia ben remunerata. Sento ancora Laura che grida via email "gliele farei prendere colla bocca le siringhe che abbiamo raccolto noi!" mentre Marco ci dice che l'AMA è stata contattata decine di volte affinchè venisse a pulire il parco delle energie. Niente soldi, niente pulizie in breve la risposta. L'ho già sentita ma mica c'era Clooney a recitarla. Sono stati i cittadini a rimboccarsi le maniche e a pulire colmando il vuoto lasciato dal comune forse chissà volutamente per rendere più efficace la leva su cui far pressione e diffamare per farsi i propri interessi. "Ma questi consiglieri sono stati veramente 8 ore per scrivere 'ste fregnacce?" si dice in assemblea e poi "siamo noi a pagare questa gente che tutto fa tranne che gli interessi dei cittadini del loro municipio!". Sembrerebbe che il mondo non cambi mai: gli interessi di pochi contro la dignità di molti. Siamo molti e loro sono pochi scrive Shelley. La moltitudine saprà gridare "bugiardi!" rendendo chiaro al municipio e ai consigllieri la "fregnaccia" che stanno diffondendo? Renderà pan per focaccia alle diffamazioni che stanno perpetrando ai danni del loro quartiere? Lo vogliamo, lo speriamo. E' tempo di difendere la SNIA e se stessi, Marisa, in tutti i modi pacifici e leciti che si conoscono. Altrimenti se ne inventeranno di nuovi. Io continuo a scrivere.
martedì 25 ottobre 2011
martedì 18 ottobre 2011
riflessioni di un ingenuo
E' ottobre. Alessandra scrive al gruppo scuola del centro sociale che "certa gente" (ossia il Municipio del quartiere Pigneto-Prenestino) vuole gettare merda sulla snia, anzi su altra gente (ossia le "formiche operaie" del CSOA EX SNIA) perchè vuole arraffare tutto l'arraffabile, perchè vuole diffamare chi invece cerca di rendere migliore la vita propria e quella degli altri. Ma loro sono ottusi e hanno una vista ombelicale anzi anale visto che vogliono solo salvare il proprio culo e chissenefrega di quello degli altri anzi quasi quasi ci prova pure gusto. "Certa gente" ci informa Alessandra "dice ufficialmente che vi sono numerosi problemi che lamentano i cittadini nel parco dell'Energia. In particolare, la vicinanza con il CSOA SNIA provocherebbe, a detta di molti, l'allontanamento dei cittadini dagli spazi verdi perchè spesso frequentati da spacciatori e tossicodipendenti". A detta di molti???!!! Nemmeno a scuola accettavano una giustificazione siffatta. Quanto meno mi dico ci vorrebbe un nome. Un cognome. Forse forse un soprannome. Accetterei anche un fischio di richiamo. Almeno si saprebbe con chi andare a parlare. E poi perchè non scrivono che a detta di molti invece è il contrario? Perchè non scrivono dell'impegno della gente della SNIA, a rischio della propria incolumità, nel ripulire il parco sostituendosi al servizio comunale che "certa gente" si è ben guardata dal prestare al quartiere? Perchè certa gente scrive solo quello che le fà più comodo? "Gliele farei prendere con la bocca le siringhe che abbiamo buttato noi!" dice Laura nel tam-tam suscitato dalle parole di "certa gente". Alessandra poi ci racconta che "tre guardie attratte dal buio si accaniscono in rincorsa su due lavoratori africani che aspettano l'inizio delle lezioni di italiano, al fresco su una panca fuori della porta della scuola. Li perquisiscono prendendoli alle spalle, impedendogli di parlare e gli chiedono poi i documenti. Le guardie dicono di essere state insospettite da quella gente di pelle scura che stava nella penombra". Ma come?? "Nessuna forza di polizia può entrare in un centro sociale senza una disposizione della magistratura o di qualche organo centrale, a meno che non ci sia un inseguimento o qualcosa del genere!!" incalza Daniele. Distratto dai fatti del centro sociale e pensieroso sono riportato sulla terra con forza poichè chiamato a partecipare ad una riunione tra capi in azienda. Vengo coinvolto per capire "con chi abbiamo a che fare" mi viene detto alla fine. Indovina un po'? Gente che butta merda consapevolmente su altra gente. L'ho già vissuta questa cosa ma guarda un po' di nuovo non mi capacito. Dico ad Alessandra "sai che non mi sono mai trovato in certe situazioni. Se vengono queste guardie in borghese che bisogna fare?". Io non c'ho voglia della loro merda addosso! Nè voglio che la loro merda cada addosso alla gente che stimo e in cui credo. Che bisogna fare? "Io sono pronta a difendere la nostra scuola con tutte le mie forze" dice con forza Marisa. E io? Mentre ci penso incontro Festos, nigeriano, che mi vuole vendere dei calzini. Gli dico "Festos, che fai chi sei che vuoi da me?". "1 euro per un caffè" mi dice lui. E certo. 1 euro per un caffè, 1 euro per quelli che ti vendono i calzini falsi, 1 euro per il caporale che ti sfrutta, 1 euro per mettermi la coscienza in pace perchè così ho fatto il mio dovere da buon cristiano che fa l'elemosina. Che palle! Parlo un giorno con Pablo dell'elemosina e lui mi dice "guarda che tutto dipende dalla consapevolezza con la quale compi i tuoi gesti quotidiani. Quali sono le tue motivazioni?" Già, quali sono le mie motivazioni? E cosa diventano se per vivere bisogna indossare un'armatura che protegga dalla gente che vuole gettare merda su altra gente? Ma perchè se c'è da arraffare o smerdare, "certa gente" non si fa scrupoli? E perchè ci si deve proteggere dalla gente? Non siamo forse tutti fratelli e amici? O lo siamo solamente quando non ci sono interessi economici e politici in gioco? Troppo facile così. Non mi piace! Non mi piace! Non mi piace!
Iscriviti a:
Post (Atom)