domenica 8 dicembre 2013
il sacerdote e il macellaio
milano, domenica dell'Immacolata.
E' la mia seconda volta, anzi terza ad una Messa secondo il rito ambrosiano. Mi sono chiesto un giorno se cercare una Messa secondo il rito romano ovvero secondo le mie abitudini non potesse significare il rifiuto della realtà nella quale mi sono immerso da quasi un anno a questa parte. E' meglio non chiederlo a Maria Sole che mi rinfaccia questo mio atteggiamento respingente anche solo per la decisione di non avere una bicicletta: figuriamoci se affronto il discorso religioso che non sarebbe capace di tirarmi fuori. Quindi me ne sto zitto e prendo la via della chiesa per partecipare alla celebrazione ben sapendo che il mio piglio de "indovina le differenze" è giusto figlio oggi in particolare più di sempre di uno stato d'animo pervaso dalla nostalgia che questa mattina di domenica mi accompagna da quando mi sono svegliato. Mi dico che una celebrazione è solo un momento particolare, farcito di simboli e riti eseguiti all'unisono dalle persone -sebbene alle volte io mi separi dal resto della gente rispettando i tempi degli amici di Roma un po' per non dimenticare un po' perhè così mi è stato insegnato- durante il quale si accoglie la Parola e che la Parola è la Parola dovunque la si ascolti qualunque sia la bocca che la pronunci. "Va bene, lo so" mi dico ma oggi è nostalgia e anche un po' m'incazzo quando il sacerdote dice che oggi non si sarebbe dovuta celebrare l'Immacolata perchè "i cultori del rito ambrosiano sanno che oggi avremmo celebrato la quarta domenica d'avvento mentre l'Immacolata l'avremmo dovuta celebrare domani. Ma domani, che è lunedì, chi ci sarebbe venuto?" Ma come è dunque solo una questione di opportunità? "E comunque" continua il sacerdote "celebrare l'Immacolata fa parte dell'avvento". Grazie per la spiegazione. Mi mordo la lingua. Penso che sono strani questi milanesi che celebrano un rito tutto loro e che hanno ben 6 dico 6 domeniche d'avvento. Mi rapisce un bambino vivace che sorridente fa di tutto per allontanarsi da una situazione che si vede lo annoia da morire. Ci riesce costringendo il padre a prenderselo e a portarselo a spasso. Di lontano di tanto in tanto si sente l'eco di qualche lamentela del giovane. Oggi è nostalgia. Vado avanti e mi stringo nel cappotto visto che oggi come da un po' di tempo a questa parte fa freddo che più freddo non si può. E' tornato a splendere il grigio cielo del Nord oscurando il fastidioso sole che "spostiamoci di qui che questo sole mi da fastidio" mi fa un giorno Giorgio quando un bel sole finalmente ci riscaldava. Sono proprio strani 'sti milanesi. Oggi è nostalgia ed il tempo insomma non aiuta. Allora mano nella mano di questa nostalgia canaglia me ne esco e prendo la strada di casa. Ho deciso di cucinare forsennatamente questo pomeriggio. Ho già su il brodo di carne per il pranzo e poi mi aspettano la parmigiana, le ciambelline al vino e l'arrosto. Una volta ogni tanto infatti mi concedo della carne che vado a comprare al mercato coperto di piazza Prealpi. Entro e mi avvicino al bancone della macelleria che come al solito è affollato e ordinatamente i clienti uno dietro l'altro per tutta la lunghezza del bancone fanno la fila ed aspettano il proprio turno. Questa è Milano. Mi accodo anche io e pazientemente attendo. Mi distraggo come al solito pensando alle cose del mondo ma ad un tratto mi accorgo del silenzio con cui le signore, anzi le sciure, se ne stanno in piedi a guardare il macellaio. Zitte, qualcuna a bocca aperta, accompagnano con gli occhi e la testa i movimenti dell'uomo che con dita agili e precise recide tutto il grasso superfluo e con sicurezza arte e maestria taglia la loro carne esattamente come desiderano. Solo al termine della performance la tensione tra le donne scema e loro più rilassate si lasciano andare a qualche commento e a qualche risatina finchè non vengono nuovamente ipnotizzate dalla lama tagliente del macellaio. Che è un uomo corpulento e alto, considero la pedana un buon alleato, vestito con la classica divisa fatta di parannanza bianca e berretto blu. Magari il berretto blu è una sua personalizzazione ma a me sembra così d'ordinanza. Lui è di poche parole, dice quelle giuste e necessarie, nessuna omelia, non arringa le sciure ma ne ha tutta l'attenzione. Ad ognuno il suo mestiere.
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