domenica 12 giugno 2011

via dei gili dori

Una sera tornavo a casa dalle mie parti, Roma Nord per intenderci. Avevo appena attraversato la bella piazza Navona che incrocio lo sguardo di Arifin. Arifin è stato un po' di mesi fà uno studente del corso di italiano per immigrati che si tiene presso il c.s.o.a. ex-snia in cui insegno anche io. Poi non è più venuto. "Devo cercare lavoro e poi ricomincio a studiare italiano" dice lui. Arifin sta cercando via dei gili dori. "Arifin ma sei sicuro?" gli chiedo. Lui mi mostra un foglietto su cui c'era scritto proprio via dei gili dori. Vabbè penso io. Cominciamo a cercare via dei gili dori ma non la troviamo. Chiediamo e richiediamo e scopriamo alla fine che in realtà la via è via de' gigli d'oro. Io sono sopraffatto dall'ironia della situazione e mi piego in due dalle risate. Arifin invece prende diligentemente appunti.
Ci incamminiamo verso via de' gigli d'oro ed io non perdo l'occasione per fargli una lezione di italiano. Ogni via è buona per fargliela leggere e capire insieme che cosa sono i pozzi o le cornacchie o gli orsi. Troviamo via de' gigli d'ori e Arifin mi dice "domani mattina torno qui alle 7 per cercare lavoro in un albergo. sono due mesi che non lavoro e ho bisogno di lavorare". Si scrive i nomi delle vie limitrofe e quando fò per salutarlo mi chiede "dove prendo il bus per termini?" Allora già io poco mi ci raccapezzo figuratevi se devo spiegarglielo e mi decido ad accompagnarlo. Ci incamminiamo verso la fermata di Sant'Andrea della valle, direzione Termini. Attraversiamo piazza Navona e strada facendo incrocio SUV e Ferrari, uomini e donne vestiti alla moda, locali super chic e limousine di tiffany. Certo il posto è quel che è, che mi aspettavo, e sebbene lo attraversi spesso non l'ho mai vissuto con questa chiave di lettura. Quale? Mi inbarazzo a dirlo perchè pensavo di aver capito qualcosa. Ebbene, avere accanto Arifin che mi raccontava come si dice in bangla "piazza" e che si porta dietro almeno 50 curriculum vitae dentro la giacca che si gonfia rendendolo più grasso di quanto sia in realtà mi ha impressionato. Arifin mi ha anche mostrato uno dei numerosi curriculum e non ho avuto il coraggio di dirgli che c'erano degli errori di italiano: nel complesso però la cosa funzionava dunque meglio starsi zitti. Lo stacco tra ciò che ci circonda e Arifin mi ha turbato. Mi turba la differenza che vedo perchè manifesta una profonda ingiustizia. Questa distribuzione della ricchezza non mi sembra equa. Saluto Arifin che prende il bus per Termini, mi abbraccia, mi ringrazia. Salgo in bici, lego il casco e faccio un metro uno. Mi prende un magone che non mi spiego. Mi fermo. Respiro. Riprendo a pedalare. Arrivo a casa e il magone è ancora lì. Non và su nè giù. Aiuto! Che fare?

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