lunedì 7 dicembre 2015
Storia di Adele ed Ivo
I° atto: i manifestanti. Settembre 2010.
(In sottofondo ci sono Bella Ciao e il rumore della folla di una manifestazione. Voce fuori campo: settembre 2010, durante una manifestazione, alcuni uomini scambiano opinioni).
LA FOLLA (grida a squarciagola, come un mantra): "il popolo è sovrano", "noi non paghiamo i vostri errori", "la crisi siete voi", "ve ne dovete andare a fanculo", "incazzatevi insieme a noi! Votateci votateci!"
UN UOMO: "Te l’avevo detto! Siamo alle solite… Ti fidi, pensi di aver puntato sul cavallo giusto, per anni credi che vada tutto bene e poi scopri che invece di pulirla la sporcizia era stata buttata sotto il tappeto. Alzi il tappeto, lo riabbassi. Lo rialzi perché non ci credi e lo riabbassi…. Macchè! Non serve a niente… Ahò te ricordi la battuta della sora Lella? “perché a quello l’hanno da caccià via!”. No Sora Lè, quello lì non lo cacciamo. Sembra la gramigna. Cerchi di toglierla ma quella sta sempre là. Per giunta la gramigna non è un uomo ma è una categoria: i politici! E oggi ci va bene perché prima, quando c’era lui e tu sai di chi parlo.. lui… mica ci chiedevano solo voti e tasse.. altro che... il dazio era la vita!
(Fuori campo. Audio della dichiarazione di guerra dell'Italia declamata da Mussolini a piazza Venezia, Roma)
II° atto: Adele ed Ivo. Settembre 1942
IVO: Mi chiamo Ivo, ho 20 anni, e sono un soldato della regia fanteria italiana.
TENENTE (rivolto a IVO): Soldato Moretti! Partirai per la Russia
IVO: Per la Russia?? E che ci vado a fare in Russia?!?
TENENTE: Soldato! non devi domandare. Un soldato deve OBBEDIRE! La Russia è tutti i luoghi in cui c’è da difendere l’onore e l’integrità della madre patria
IVO: Signorsì TENENTE. Ma perché proprio in Russia?
TENENTE: Perché i russi stanno minacciando l’integrità e l’onore della nostra madre patria! Per questo dobbiamo, anzi DOVETE annientare il nemico
IVO: Signorsì TENENTE.. scusi TENENTE non capisco. i russi non hanno mai fatto niente né a me e né all’Italia, per quanto io ne sappia, perché dovrei invaderli ed ucciderli?
TENENTE: Ecco soldato! Tu non sai! Io si e il nemico va annientato PREVENTIVAMENTE per difendere l’integrità e l’onore della madre patria e per difendere le vostre famiglie! Dobbiamo, anzi DOVETE combattere per l’onore e l’integrità dell’Italia e dei suoi figli! Questi sono gli ordini e un soldato deve OBBEDIRE!
IVO: Signorsì TENENTE. Obbedisco per l’integrità e l’onore della madre patria e dell’Italia e per difendere la mia Adele partirò per la Russia e annienterò il nemico che ci minaccia!.
TENENTE: Bravo soldato!
IVO: TENENTE, signorsì signore, di voi mi fido perchè so che avete a cuore la vita dei vostri soldati che sono figli dell’Italia e della madre patria. Dico bene signore?... TENENTE? Dico bene TENENTE?.... TENENTE, ma dove va?... Le ho fatto una domanda..
(Rivolto al pubblico) A volte è davvero maleducato…
(IVO cammina come un soldato sul posto-immagine del tempo che passa-unò duè unò duè)
IVO (rivolto al pubblico): Tra un mese parto per il fronte. Ed oggi sono stato in magazzino a ritirare il mio equipaggiamento. Ma ho un dubbio e voglio chiederlo al TENENTE.
(Rivolto al TENENTE): Signorsì TENENTE. ho ritirato una divisa verde, un elmetto verde, uno zaino verde - pesantissimo TENENTE è pieno di roba -, gli scarponi marroni, un fucile.. verde
(IVO rid3 ma subito torna serio perché il TENENTE non risponde alla sua risata. Rivolto al pubblico): che modi..
(Rivolto al TENENTE): TENENTE mi scusi..
TENENTE: Che altro vuoi Moretti?
IVO: TENENTE mi scusi ho sentito che farà freddo in Russia. Faccio richiesta di un cappotto pesante
TENENTE: Soldato Moretti! non avrai tempo di sentire freddo in Russia. E poi non ci sono cappotti. Fattelo mandare da casa!
IVO: Signorsì TENENTE, agli ordini. Me lo farò spedire da casa….. TENENTE?
TENENTE: Che c’è ancora, soldato?
IVO: Ma se non abbiamo nemmeno i soldi per comprare i cappotti pesanti come faremo a vincere questa guerra?
TENENTE: (si schiarisce la voce, e fa per scansare Ivo col braccio) …e tu soldato Persichetti, i mutandoni di lana fatteli mandare da casa. E comunque non avrai tempo di sentirne la mancanza. Eehh Moretti, per favore, stai sempre qui a fare domande. Te l’abbiamo già detto no?, un soldato non fa domande, obbedisce. E allora obbedisci. Smammare!
(IVO cammino come un soldato sul posto - unò duè unò duè)
IVO (rivolto verso il pubblico): Domani parto per la Russia. Sono a casa, seduto a tavola, ma dopo cena devo tornare in caserma. Mia madre ha cucinato una cena deliziosa, e tutti sono ben vestiti e profumati. Voglio bene ai miei genitori e Adele, la mia Adele, la mia sorellina, la adoro ma lei non smette di guardarmi e di piangere…
IVO (rivolto ad Adele): Adele! Basta, smettila di piangere. Io sono adulto oramai, ho quasi 22 anni. sono un soldato e domani parto per la Russia. Avrò cura di me. I nostri ufficiali sono persone sicure, forti e hanno a cuore la nostra vita. Oh Adele … che ti ho detto! Smettila di piangere.. Pensa, ci hanno detto che è una guerra praticamente vinta. Nel giro di un anno, al massimo due, sarò di ritorno più forte e più uomo di prima … magari pieno di medaglie … Vedrai sarai orgogliosa di me.
(Rivolto al pubblico) Lei mi dice che già lo è e non c’è bisogno di partire in Russia.
(Rivolto ad Adele. Ivo si toglie il tovagliolo dal collo, si alzo dal tavolo ..) Ti scriverò tutti i giorni e ti racconterò le mie avventure. Sai che ridere! Ma ora smettila di piangere per favore. Piuttosto fai la brava col tuo Giulio!
(Rivolto al pubblico) Sto per andare via, saluto i miei genitori e Adele mi salta al collo. Mi bacia e mi stringe tanto da farmi male. Mi bagna la divisa nuova di lacrime
(Rivolto ad ADELE): ma Adele! Ora che figura ci faccio coi commilitoni! Con tutta la divisa bagnata
(Rivolto al pubblico): Rido, ride e finalmente Adele non piange più. La stacco da me e la riconsegno ai nostri genitori. Ma in verità non volevo che lei si staccasse dal mio collo. Non volevo andar via da casa. Non avrei mai lasciato sola Adele, la mia sorellina. Questa guerra, questa vita non mi è mai appartenuta. Non c’ho mai creduto…
III.epilogo
(Rumori di sottofondo di guerra. Rumore artiglieria pesante (insieme))
IO (Rivolto verso il pubblico): Ivo Moretti, il fratello di mia nonna Adele, è morto nel campo di prigionia n.188 di Tambov, nella regione di Tambov, in Russia, il 28 febbraio 1943. Aveva 21 anni. Tutto ciò che lo stato italiano ha restituito alla sua sorellina è una lettera con allegata una cartina dove è stato evidenziato in giallo il presunto luogo di sepoltura di Ivo.
Io andrò a trovarlo, prima o poi. Non so bene spiegarvi perché ma sento che è importante che io lo faccia. Importante per Ivo e per mia nonna Adele. Nel frattempo mi permetto di raccontare la sua storia per non dimenticare.
Buio
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