Il viterbese è pieno di paesetti.
"E grazie al ciupero!" sento l'eco di pensieri nascosti dietro
nemmeno troppo ironici sorrisetti.
Ma io lo dico e lo ripeto: il viterbese è pieno di paesi
che in comune hanno l'obbligo di dover esser visitati
a partire dalle ore diciotto.
A quest'ora, infatti, il verde e l'arancione
fanno bella mostra di se stessi,
certo solo agli occhi della gente
che si prende il tempo per coglierne i riflessi.
A ben guardare essi, cioé il verde e l'arancione dico,
sciorinano un'infinita declinazione di sfumature
che nemmeno l'arcobaleno, non ne son certo al 100%
ma ora glielo chiedo, ne ha cognizione.
Ma io inizio il mio giro di buon mattino
raggiungendo Montefiascone,
paese noto per il vino si ma anche, per me,
per il punto privilegiato d'osservazione
che si ha affacciandosi su in cima alla torre
che è il punto più alto della collina
dov'è sorto secoli prima.
Da qui, come una sentinella,
scorgo e controllo tutta la Tuscia,
da Viterbo distesa sulla valle
a Bolsena appollaiata sul lago
e poi Marta e ancora la bella Vetralla e..
"Se vabbè, Vetralla.. Nu lla vedi mica quella!"
sento di nuovo l'eco di pensieri
ora fin troppo rumorosi.
Ma si, lo so, non c'è bisogno che s'agitino
troppo solo perchè ho raccontato
quanto gustosa sia la vista da la sopra.
Facinorosi!
"Allora scendo e me ne vado a Capodimonte.
La prima volta l'ho visitato con lentezza,
cioè con il tempo giusto per farci amicizia,
scoprirne abitudini che ancora oggi conservo
e di esse l'intima bellezza.
Come quando faccio scorta per l'inverno
di rosmarino e di lavanda
e con le mani ancora unte dei loro odori
mi mangio un gelato assistendo
ad una gara dei signori bocciatori.
A malincuore lo saluto ma solo perchè
voglio raggiungere la vicina Marta
dove m'accoglie il ricordo di Ella,
delle more e di lonza e melone.
Da li a Tuscania poi é una ventina di minuti:
prendo la strada provinciale polverosa,
attraverso campi di grano,
m'infilo in tunnel naturali sospesi
tra platani e arbusti di tipo vario.
La sequenza di chiaroscuri è semplicemente meravigliosa
e da sola basterebbe alla giornata
se non fosse che alla fine mi ritrovo a Tuscania.
Che gioiello! mi sembra di entrare nel salotto di casa mia,
cioè non ne ho uno ma se lo avessi lo vorrei così bello.
Tuscania m'incanta colle mura, l'odore dell'erba tagliata,
la chiesetta della Madonna delle nevi
e la storiella dell'"Ultima Pecetta".
Quando riprendo la strada del mio giro
già pregusto il dolce ammollo nell'acqua termale sulfurosa,
col sole e la terra zolfosa che mi butto in testa
pensando che mi faccia (più) bello!
Pieno di immagini e colori torno al paese in cui vivo,
Capranica, che m'incanta con dettagli sempre nuovi:
la luce e i gatti, l'odor di legna e i tetti,
le sagre e le sore che affollano i vicoletti.
È così che questo paese mi riempie ogni giorno
ed inesorabilmente il cuore.